Bonus mobili 2026: cos’è, come funziona, requisiti e come ottenerlo

Bonus mobili 2026: la detrazione per l’acquisto di arredi ed elettrodomestici destinati a immobili ristrutturati è stata prorogata anche per quest’anno. Ecco importi, requisiti, acquisti ammessi e modalità di pagamento aggiornati alla guida dell’Agenzia delle Entrate.

Anche per il 2026 i contribuenti che hanno ristrutturato casa possono contare sul bonus mobili ed elettrodomestici. La proroga è arrivata con la Legge di Bilancio (legge n. 199/2025, art. 1, comma 22), che ha esteso l’agevolazione confermandone l’impianto generale già noto negli anni precedenti, ma con alcune precisazioni importanti su tempistiche e importi che è bene conoscere prima di fare acquisti.

Il bonus resta collegato agli altri incentivi per la casa — bonus ristrutturazioni, ecobonus, sismabonus — e si può quindi ancora oggi parlare di un pacchetto di agevolazioni fiscali pensato per chi rinnova il proprio immobile, dai lavori edili fino all’arredamento.

Vediamo allora, punto per punto, cos’è il bonus mobili 2026, chi può richiederlo, quali sono i requisiti per accedere alla detrazione Irpef del 50% e quali spese rientrano nel limite massimo agevolabile.

Bonus mobili 2026: cos’è

Il bonus mobili è una detrazione Irpef del 50% riservata a chi acquista mobili nuovi e grandi elettrodomestici nuovi destinati ad arredare un immobile oggetto di un intervento di recupero del patrimonio edilizio. Non è un’agevolazione autonoma: è sempre legata a un lavoro di ristrutturazione già avviato sull’immobile che si intende arredare.

A differenza di quanto accadeva fino a qualche anno fa, oggi il tetto di spesa non è più fisso negli anni: è stato 10.000 euro nel 2022, 8.000 euro nel 2023 ed è sceso a 5.000 euro per il triennio 2024-2025-2026. Per gli acquisti effettuati nel 2026 vale quindi il tetto di 5.000 euro.

Come funziona e requisiti

Il requisito principale, invariato nella sostanza rispetto al passato, è l’aver avviato lavori di ristrutturazione sull’immobile prima di sostenere le spese per l’arredo. Per gli acquisti effettuati nel 2026, la guida dell’Agenzia delle Entrate chiarisce che i lavori edilizi devono essere iniziati non prima del 1° gennaio 2025: in pratica, la data di inizio lavori deve essere anteriore a quella in cui vengono sostenute le spese per mobili ed elettrodomestici, ma non troppo lontana nel tempo.

Non è invece necessario che le spese di ristrutturazione siano state sostenute prima di quelle per l’arredo: quello che conta è la data di avvio dei lavori, non il completamento del cantiere né l’ordine cronologico dei pagamenti. Come già in passato, non serve che il mobile acquistato sia legato alla stanza oggetto di ristrutturazione: se si rifà il bagno ma si compra un divano per il soggiorno, la spesa resta comunque detraibile, purché riferita alla stessa unità immobiliare.

Il bonus mobili è cumulabile con gli altri incentivi edilizi: la guida aggiornata dell’Agenzia delle Entrate conferma la compatibilità anche con Sismabonus e Superbonus, sempre a condizione che restino rispettati i presupposti relativi ai lavori.

Importo della detrazione

Per il 2026 la detrazione è pari al 50% delle spese sostenute, calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per ciascuna unità immobiliare (comprese le pertinenze) o per ciascuna parte comune condominiale oggetto di intervento. Il beneficio non si somma per più anni sullo stesso intervento: chi ha già acquistato mobili o elettrodomestici nel 2024 o nel 2025 collegati alla stessa ristrutturazione deve tenere conto delle spese già sostenute ai fini del raggiungimento del tetto complessivo. Chi invece esegue lavori su più unità immobiliari distinte ha diritto al beneficio più volte, una per ciascun immobile.

L’importo detraibile va ripartito in 10 quote annuali di pari importo: su una spesa di 4.000 euro, ad esempio, si ha diritto a una detrazione complessiva di 2.000 euro, da recuperare in dieci rate da 200 euro l’una nelle dichiarazioni dei redditi degli anni successivi.

Cosa si può acquistare

Rientrano nel bonus i mobili nuovi destinati ad arredare l’immobile ristrutturato: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, poltrone, divani, materassi e apparecchi di illuminazione, purché costituiscano un necessario completamento dell’arredo.

Per i grandi elettrodomestici, la detrazione è subordinata al possesso di un’etichetta energetica con classe minima:

  • classe A per i forni;
  • classe E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie;
  • classe F per frigoriferi e congelatori.

Rientrano nel beneficio anche le spese accessorie di trasporto e montaggio dei beni acquistati. Restano invece esclusi porte, pavimentazioni (ad esempio i parquet), tende e tendaggi, oltre ad altri complementi di arredo che la prassi dell’Agenzia delle Entrate non considera parte dell’arredamento agevolabile.

Come pagare: i metodi ammessi

Per non perdere il diritto alla detrazione, i pagamenti devono avvenire con strumenti tracciabili: bonifico bancario o postale, carte di credito o carte di debito. Non sono ammessi pagamenti in contanti o con assegno.

Una differenza utile da conoscere riguarda il bonifico: per il bonus mobili non è necessario utilizzare il bonifico “parlante” (quello soggetto a ritenuta d’acconto) previsto invece per le spese di ristrutturazione edilizia. Un bonifico ordinario, anche senza causale specifica e senza ritenuta, è sufficiente a documentare la spesa per mobili ed elettrodomestici.

Documenti da conservare e comunicazione ENEA

È importante conservare la documentazione delle spese sostenute: fatture o scontrini che riportino la natura, la qualità e la quantità dei beni acquistati, oltre alla ricevuta del bonifico, della transazione con carta di credito o dell’estratto conto.

Per alcuni grandi elettrodomestici (forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga, lavatrici e asciugatrici) è inoltre prevista una comunicazione all’ENEA, da inviare entro 90 giorni dalla fine dei lavori di ristrutturazione. La mancata o tardiva trasmissione, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate, non comporta comunque la perdita del diritto alla detrazione.

Come richiedere il bonus mobili

La detrazione si richiede in sede di dichiarazione dei redditi, con il modello 730 o il modello Redditi Persone Fisiche, indicando le spese sostenute nell’apposito quadro. Ci si può rivolgere a un CAF, a un commercialista o a un consulente fiscale di fiducia per la compilazione.

La quota di detrazione non utilizzata, in caso di decesso del contribuente, non si trasferisce agli eredi: la norma non prevede alcun passaggio della detrazione residua a chi subentra nella disponibilità dell’immobile.


Articolo aggiornato con le indicazioni della Guida dell’Agenzia delle Entrate sul bonus mobili ed elettrodomestici, aggiornata a gennaio 2026, e con le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025).

Lascia un commento